Musei, valle del Cixerri

Cixiri de Musei

Il seme che un uomo nascose nei muretti di terra cruda, e che suo nipote ritrovò cinquant'anni dopo. Da allora non ha più smesso di tornare nella terra della valle.

Tre semi della valle

I prodotti

Confezioni da 250 grammi. Si raccoglie una volta l'anno, a giugno, e quello che c'è dura finché dura: la disponibilità cambia con l'annata. I due ceci di Musei e la lenticchia nera di Cadesedda sono le tre varietà che il comitato custodisce e coltiva nella valle del Cixerri.

Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Sardegna — decreto MIPAAF n. 72505 del 15 febbraio 2021. Agrobiodiversità riconosciuta ai sensi della L.R. 16/2014 e iscritta al Repertorio Regionale della Sardegna. Comitato di tutela costituito nel 2020.

Inizio del Novecento

La valle

La valle del Cixerri, con Musei al centro, è stata a lungo terra di cereali e di legumi pregiati: fave, piselli, ceci. Qui lavoravano decine di agricoltori capaci di selezionare le varietà migliori, anno dopo anno, tenendo da parte il seme più bello del raccolto per la semina successiva.

Non era una scelta romantica ma una necessità: dal seme che conservavi dipendeva il pane dell'anno dopo. Ogni famiglia aveva la sua linea, riconoscibile, custodita in casa e scambiata solo tra vicini di cui ci si fidava.

Campo arato a solchi paralleli nella valle del Cixerri, con un casolare in pietra sullo sfondo
FebbraioLa semina segue il solco dell'aratro, non si sparge a mano. Terreno asciutto, file diritte.

Intorno al 1930

Il gesto

Giovanni Caboni non si fidava del futuro. Riempì diversi sacchetti di ceci e li nascose in posti segreti, dentro i muri di terra cruda dei suoi campi, in punti che conosceva solo lui.

Temeva quello che un contadino teme davvero: un'annata storta, la siccità, un raccolto troppo scarso per mettere da parte la semente, il fuoco, le bestie lasciate a pascolare dove non dovevano. Bastava una di queste cose e una varietà coltivata da generazioni finiva.

1980

Il ritrovamento

Passa sulle pietre

Cinquant'anni dopo, un muretto di ladiri doveva essere abbattuto. Dentro, fra i mattoni di terra cruda, c'era ancora uno dei sacchetti di Giovanni Caboni.

Il confronto fu immediato: quei semi erano identici a quelli che in casa si coltivavano dagli anni Sessanta. La linea non si era mai interrotta, e adesso c'era la prova. Da quel giorno la coltivazione riprese su superfici più grandi.

Il mio nonno materno Giovanni Caboni, intorno al 1930, nascose in posti segreti diversi sacchetti contenenti ceci, per paura che queste varietà andassero perse negli anni a venire a causa di annate avverse, siccità, scarsi raccolti, distruzione da parte di incendi o animali al pascolo. Trovai uno di questi sacchetti nel 1980, nascosto all'interno di un muretto che doveva essere demolito. Li confrontai con quelli che dagli anni Sessanta si coltivavano in casa: erano gli stessi. Da quel momento iniziai a coltivarle in maggiore quantità.
Testimonianza di Giovanni Portas, agricoltore custode
Semi di cece di Musei a fiori bianchi, chiari e con il becco caratteristico
1980Confrontati con quelli coltivati in casa dagli anni Sessanta: erano gli stessi.

Cicer arietinum L.

La pianta

Pianta bassa, di taglia media, a portamento semi-eretto e con numerose ramificazioni. Foglie piccole e verde scuro, fusto privo di pigmentazioni. Fioritura e maturazione sono precoci.

Il baccello è piccolo e porta uno o due semi. Il seme è beige, lievemente rugoso, di forma che va dal tondeggiante all'angolato, con un diametro che non supera gli otto millimetri. Esistono due tipi, distinti dal colore del fiore: bianco e viola. Sono la stessa tipologia, custodita in due linee.

Campo di ceci in piena vegetazione, con i baccelli verdi ancora sulla pianta
Il baccello è piccolo e porta uno o due semi.

Da febbraio a giugno

Come si coltiva

Si semina a febbraio, in terreno molto asciutto, disponendo i semi a file lungo il solco aperto dall'aratro. Non si sparge a mano: ogni seme va dove deve andare, e la fila resta diritta per tutta la lunghezza del campo.

Il ciclo dura circa quattro mesi. Raccolta e trebbiatura si fanno ancora spesso a mano, come si è sempre fatto qui. È il motivo per cui la produzione resta limitata e cambia con l'annata.

Baccelli secchi di cece sulla pianta, illuminati dal sole radente
GiugnoRaccolta e trebbiatura, ancora spesso a mano.

2020, 2021, 2023

I custodi

Nel 2020 nasce a Musei il Comitato di Tutela della Biodiversità Identitaria, dedicato al Cixiri de Musei. Non è un marchio commerciale: è un gruppo di agricoltori che si assume il compito di mantenere in vita due varietà e i modi in cui si coltivano.

Nel 2021 il cece di Musei entra nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Sardegna con decreto del Ministero delle Politiche Agricole. È riconosciuto come agrobiodiversità ai sensi della Legge Regionale 16 del 2014 e iscritto al Repertorio Regionale. Dal 18 ottobre 2023 Giovanni Portas è Agricoltore Custode per entrambe le varietà, a fiori bianchi e a fiori viola.

Agricoltore custode davanti al raccolto di ceci
Musei, Sud Sardegna.

Per acquistare

Dove trovarli

I ceci si acquistano direttamente da chi li coltiva. La raccolta è limitata e cambia ogni anno con l'annata.

Agricoltore Custode

Giovanni Portas

Musei, Sud Sardegna

Iscritto al Repertorio Regionale dal 18 ottobre 2023 per il cece di Musei a fiori bianchi e a fiori viola.

Vendita e distribuzione

Simone Franzina

Musei, Sud Sardegna

Indirizzo

Via Umberto I, 2
09010 Musei (SU)
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Oggi

Il seme continua

Le varietà locali non sono un ricordo da conservare sotto vetro. Sono materiale genetico selezionato per secoli su questo clima e su questa terra, e proprio per questo interessano chi studia come l'agricoltura reggerà i prossimi decenni.

Una parte di questo patrimonio è conservata nella banca del germoplasma della Sardegna. L'altra parte, quella che conta davvero, sta nei campi: perché un seme resta vivo solo se qualcuno continua a seminarlo. Quello che era nascosto dentro un muro torna ogni anno nella terra della valle.

Cixiri de Musei

Comitato di Tutela della Biodiversità Identitaria